Casa Novarini da 10 anni un bene della comunità
03 Apr 2017

Si è tenuto il 18 marzo a Casa Novarini il Convegno "Casa Novarini da 10 anni un bene della comunità", alla presenza di circa 50 tra singoli cittadini e rappresentanti di gruppi e associazioni. L'iniziativa voleva essere in parte un'occasione di celebrazione, a 10 anni dall'apertura di Casa Novarini, delle attività svolte in questo tempo ma anche,e soprattutto, uno spazio di confronto per il rilancio dell'esperienza, con un interrogativo di prospettiva: quale modello di governance, di gestione e di sostenibilità nel futuro del Centro Giovanile Casa Novarini come bene della comunità e come organizzazione no profit di comunità?

Per il resoconto della giornata ci affidiamo alle parole di Marco Anderloni, giornalista del mensile "Il Sentiero", uscito nel numero di aprile

CASA NOVARINI da 10 anni un bene della comunità 
di Marco Anderloni
Questo il titolo scelto per la giornata di sabato 18 marzo, per celebrare e al contempo riflettere su ciò che questo spazio di aggregazione, incontro, formazione, scambio e crescita ha saputo dare in questo tempo, ma anche un’occasione per indagare sulle prospettive di Casa Novarini all’ interno di un dibattito nazionale sulla possibile e, quanto mai, necessaria collaborazione tra cittadini ed amministrazione locale per la cura e la gestione di beni pubblici e comuni. Protagonisti dell’intensa giornata, oltre ad una nutrita e partecipe platea, Cristiano Bolzoni della cooperativa Energie Sociali in veste di moderatore, il consigliere delegato alle politiche giovanili e alla cultura Gino Fiocco, il sindaco Attilio Gastaldello, Elena Gaverini e Ilaria Andreasi come membri dello staff della casa e, infine, il professor Pier Angelo Mori, economista, docente presso l'università degli studi di Firenze. Da una storia che affonda le sue mosse a partire dai primi anni ‘ 90, Casa Novarini ha saputo rivelarsi, nonostante i periodi non sempre facili, un bene prezioso, da curare, a cui la comunità può e potrà ancora at-tingere a piene mani. Uno spazio che potremmo definire dei giovani, dai giovani e per i giovani, ma non solo, almeno solo in parte, invero, un’occasione per tutti.

Una vocazione, quella di casa Novarini, che la chiama a farsi prossima a tutte le realtà del territorio. Prossima ai bisogni e alle necessità, dai più piccoli, con il concreto aiuto per lo studio e i compiti, all’ accompagnamento per chi cerca di intraprendere un’ttività, inseguendo i sogni e le passioni di una vita. Non solo un luogo, ma una rete di persone chi ha saputo donare, donare il proprio tempo che, come ci ricorda il filosofo Seneca, è l'unica cosa che, invero, nemmeno la persona più grata potrà mai restituire. Questa realtà è stata poi più tecnicamente indagata e approfondita dal professor Mori che l’ha definita come cooperazione di comunità. Cooperazione di comunità ovvero la “viva partecipazione dei cittadini alla gestione di un servizio di interesse generale attraverso un’impresa da essi controllata di natura essenzialmente privata”. Tre dunque gli aspetti salienti. In primo luogo, i cittadini residenti nel territorio, al contempo fruitori e gestori; poi l’interesse generale; quindi l’aspetto legato all’impresa, intesa come un’organizzazione che svolga un’attività economicamente sostenibile con un obiettivo, ossia una finalità, in questo caso sociale e non professionale. È stata una giornata che, pur difficile da raccontare in poche righe, nel suo insieme, ha saputo restituire punti di forza e di debolezza, prospettive e aspettative verso una realtà che è chiamata ad approssimare cittadini e istituzioni, a costruire e cementare quelle relazioni di cui abbiamo un autentico bisogno. Non si può non concludere dunque, con un invito e un ringraziamento. Un ringraziamento verso chi regala il proprio tempo, passione ed energie per il territorio. Un invito per tutti coloro che ancora non conoscono Casa Novarini, perché possano aprirsi ad una prospettiva nuova, diversa, che sa donare più di quanto possa chiedere.

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