Per una Comunità ...che respira!
17 Gen 2017

di Stefano Castellani, counselor e responsabile del settore Educare di Energie Sociali

La rivoluzione è l’armonia della forma e del colore e tutto esiste, e si muove, sotto una sola legge: la vita.
(Frida Kahlo)

A Bologna, in questo periodo, c’è una piccola ma bellissima mostra sulla pittrice Frida, una donna con una vita complicata e dolorosa, ma capace di esprimere attraverso l’arte se stessa e un mondo di colori. Frida rappresenta in modo appassionato, dal mio punto di vista, l’adolescente difficile e l’infinita varietà di colori presenti nel suo animo.

L’adolescenza è cambiata, il contesto è cambiato e anche noi adulti siamo cambiati, ma le Comunità Educative Diurne e Residenziali sembrano pachidermiche nel loro cambiamento e ostacolate da rigide prassi burocratiche e leggi.
Nel momento della socializzazione e della scoperta dell’altro chiudiamo i nostri minori per mesi e anni, con frequenza giornaliera, in strutture con progetti educativi spesso inesistenti o minimali dove costruiamo relazioni positive ma spesso prive di verifica nei risultati educativi nel presente e nel futuro. 

Le Comunità oggi dovrebbero essere come dei prefabbricati mobili che hanno la possibilità di variare le metratura in base dell’esigenza dell’adolescente e dei suoi bisogni. 

Le Comunità dovrebbero non dimenticare che la loro funzione educativa si esplica sia nella relazione con il minore e la sua rete, ma anche nell'essere volano di cambiamento nel quartiere, nella città e quindi nel promuovere l’Adolescenza come possibilità di crescita collettiva.

Non credo che le rive di un fiume soffrano per lasciarlo andare.
(Frida Kahlo)

Se parliamo di adolescenze dobbiamo parlare di diverse Comunità all’interno della stessa Comunità ed avere il coraggio e l’equilibrio di rompere con orari e attività predefinite o cicliche e aprirsi a progettualità di ampio respiro che mirino ad un costante e dinamico rapporto tra dentro (la struttura) e fuori (la città). Questo nasce da Progetti Educativi pensati e condivisi con il minore, la famiglia e con gli altri servizi, poichè il PEI (Progetto Educativo Individualizzato) è lo strumento per eccellenza dell’agire educativo e produce coerenza allo stesso intervento. 

Ci aspettano sfide educative significative che impongono dei profondi cambiamenti nel campo dell’educazione e dobbiamo  smettere di essere collusivi con un sistema che rimanda immagini sistematicamente negative dell’Adolescenza e li emargina dal mondo del lavoro (vedi ultimi dati sulla disoccupazione giovanile) o in servizi educativi claustrofobici.

Provate a cambiare, in questa poesia di Frida, la parola Amore con la parola Comunita’.  
Questa è la Comunità che vorrei…

Ti meriti (un amore) che ti voglia spettinata,
con tutto e le ragioni che ti fanno alzare in fretta,
con tutto e i demoni che non ti lasciano dormire.
Ti meriti (un amore) che ti faccia sentire sicura,
in grado di mangiarsi il mondo quando cammina accanto a te,
che senta che i tuoi abbracci sono perfetti per la sua pelle.
Ti meriti (un amore) che voglia ballare con te,
che trovi il paradiso ogni volta che guarda nei tuoi occhi,
che non si annoi mai di leggere le tue espressioni.
Ti meriti (un amore) che ti ascolti quando canti,
che ti appoggi quando fai il ridicolo,
che rispetti il tuo essere libero,
che ti accompagni nel tuo volo,
che non abbia paura di cadere.
Ti meriti (un amore) che ti spazzi via le bugie
che ti porti l’illusione,
il caffè
e la poesia.

(Frida Kahlo)

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