La voce di Giulia, giovane neet
10 Mag 2016

Domanda: Ciao Giulia, dunque tu hai 23 anni, sei diplomata e ora non studi e non lavori, giusto?
Giulia: Giusto

Domanda: Quindi sei una neet?
Giulia: Così dicono

Domanda: E cosa vuol dire essere neet?
Giulia: Vuol dire aver voglia di essere impegnati in ambito lavorativo, ma non riuscire a trovare corrispondenza, le domande presentate non vengono accolte. 
Sembra che la maggior parte di noi non abbia voglia di fare niente, ma non è così. Il lavoro non ci corre dietro, bisogna cercarlo ed è difficile trovarlo. Una volta le aziende erano disposte a formarci oggi non hanno né tempo né voglia, in azienda cercano persone già con esperienza. Anche il titolo di studio influisce, preferiscono i laureati ed è giusto, inoltre forse influisce negativamente anche il mio voto di maturità, ho preso 74, anche se io ne sono orgogliosa non è molto. Sembrano tante giustificazioni, ma in realtà sono dei fattori che si accumulano e alla fine insieme influiscono parecchio. Non è piacevole perché senti parlare di opportunità per i giovani, apertura del mondo lavorativo e poi invece concretamente non si muove niente. 

Domanda: Cambieresti la tua scelta scolastica?
Giulia:
La scuola che ho scelto è stata una buona scelta, perchè mi ha dato un diploma tecnico che è spendibile, anche dal punto di vista del contatto con le persone, ho trovato buoni insegnanti e ottimi compagni di classe. Però se tornassi indietro farei un'altra scuola, più artistica, verso la quale mi avevano scoraggiata. 

Domanda: Perchè non ti sei iscritta all'università?
Giulia:
Da un lato perchè non sono ancora sicura della facoltà e di quello che voglio fare, i miei interessi sono molto vari, mi interessano le lingue, ma mi attira anche la parte scientifica. Però il motivo principale è perché costa e al momento non rientro nei requisiti delle borse di studio. Cerco lavoro infatti anche perchè mi piacerebbe andare all'università, non l'ho ancora accantonata come possibilità. 

Domanda: Qual'è la tua giornata tipo?
Giulia:
La mia giornata tipo, dunque ricerco su internet informazioni, annunci di lavoro, corsi di formazione, cerco di ampliare le mie conoscenze frequentando assiduamente la biblioteca, leggendo sia libri di letteratura che altri di materie più tecniche per tenermi allenata per non perdere quello che ho imparato. Poi dedico il mio tempo alla musica, che è la mia passione.
Mi tengo impegnata anche facendo volontariato, perché qualsiasi cosa mi renda impegnata va bene.

Domanda: C'è chi dice che in realtà i neet non hanno voglia di lavorare e che chi ha voglia trova, cosa ne pensi?
Giulia:
Penso che me lo hanno detto spesso, e l'ho sentito molte volte, ma la mia esperienza è che davanti a questa voglia ho trovato porte chiuse, e allora comincio a dirmi che forse non mi impegno abbastanza, che non ho fatto abbastanza domande e aumenta il malessere. Soprattutto quando mi sento paragonata ad altre persone nei termini “loro ci sono riusciti, e perché tu no?” E comincio a domandarmi cos'hanno loro in più di me? Ma non lo so. 
E' frustrante questa situazione, perché mi fa sentire non adeguata perché senza esperienza, non vado bene, non ci sono posizioni corrispondenti al mio profilo, o arrivo e so fare tutto o nulla. Inoltre tutti si sentono in dovere di consigliarmi e giudicarmi, dalla famiglia alla società in genere.
Sono diplomata come corrispondente in lingue estere ma non cerco solo in quest'ambito, sto facendo domande a 360 gradi. Molti hanno cominciato facendo i camerieri e anch'io sto cercando anche in questo settore. 

Domanda: Spesso i neet vengono considerati dei bamboccioni? Ovvero giovani che preferiscono la comodità della vita con i genitori e si rifiutano di diventare autonomi. Ti ritrovi? 
Giulia:
Situazione di comodo???! [Giulia scoppia a ridere] Sono tutto fuorché appiccicata alla mamma!! Anzi non vedo l'ora di essere indipendente! Conosco in effetti alcune situazioni, magari di ragazzi che lavorano e che hanno fatto l'università e vivono con i genitori, tutti i soldi per sostenere il loro percorso sono venuti dalla famiglia, che ha pagato tutto, ma questo non è il mio caso. Ho 23 anni e per mia mamma è il momento che io provveda a me stessa, mia mamma mi garantisce solo il tetto sopra la mia testa, ma cucinare mi cucino da sola e così la lavatrice e stirare le mie cose, e questo lo sento positivo. Sembrano cose banali, ma sono importanti. Se ho bisogno di qualcosa mi ingegno per farla da sola, ho imparato a farlo. Comunque ci sono tanti casi, non è bianco o nero, dipende, neet, bamboccioni, sono tutte etichette. Odio le etichette vanno bene solo sui barattoli!
Essere giudicata una persona che non ha voglia di fare e che non si impegna, non fa piacere, ma ho rinunciato a far cambiare idea alle persone così, esprimo la mia opinione, ma è impossibile cambiare la mentalità delle persone posso solo offrire un punto di vista diverso. L'ho imparato molto tempo fa. A volte le persone hanno delle idee perché manca loro qualche dato sulla realtà, posso fornirgli dei dati, ma poi non è detto che comunque cambino idea o mentalità.

Domanda: Cosa ne pensi del programma della Regione Veneto “Garanzia Giovani” lo conosci? E' un aiuto?
Giulia:
Mi sono iscritta circa 3 anni fa, ho fatto il colloquio di orientamento, ho partecipato ad un corso di formazione sulla gestione di un ufficio estero e ho svolto un tirocinio collegato, che è andato molto bene, ma non avevano bisogno, quindi poi non mi hanno tenuta. E' utile, mi ha offerto un'occasione che mi ha permesso di fare esperienza, ma al di là di questo non siamo andati. 

Domanda: Come ti vedi tra 5 anni?
Giulia:
Probabilmente non in Italia, perché spero ci siano maggiori opportunità, ma anche perché sento che la mia direzione punta fuori, probabilmente in Inghilterra, so che ci devo andare, che costituisce una possibilità importante da non scartare. Mi hanno riferito un sacco di cose positive.

Domanda: Cosa sogni per il tuo futuro?
Giulia:
Non mi dispiacerebbe scendere in Sicilia al paese d'origine di mia mamma, non è impossibile, magari un giorno potrei essere lì. Decisamente non sogno il matrimonio, non la vedo come una cosa imprescindibile perché due persone stiano insieme, certo è un vincolo importante ma non è imprescindibile per me e gli esempi che ci sono non sono incoraggianti. Comunque vorrei essere indipendente da un eventuale marito, assolutamente, la maggior parte dei guai comincia da lì. Non vorrei mai trovarmi nella situazione di dover chiedere a mio marito.
Ecco questo è quello che sogno per il mio futuro: essere indipendente, che non significa essere eremita, anzi, ma non dipendere da qualcun altro.

Domanda: in definitiva qual'è l'aiuto di cui avresti bisogno?
Giulia:
Il beneficio del dubbio da parte dell'azienda, che mi metta alla prova e non mi escluda a priori perché non ho esperienza. Certo se hanno un'altra persona più adatta a me sono la prima a dire assumete lei, ma ho bisogno di una chance, una piccola disponibilità alla formazione, non tanto, ma un po' sì! In questo momento le aziende non possono permettersi di perdere tempo e lo capisco che è anche per questo che non sono più disposte a formare i loro impiegati, però è quello di cui avrei bisogno io.

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