IL VENTAGLIO di Carlo Goldoni
23 Nov 2016

Roberto Puliero con la sua compagnia teatrale La Barcaccia ha deciso di sostenere la campagna La mia casa, la tua casa che vuole essere un aiuto concreto a chi cerca una casa nel territorio di Verona.

Martedì 6 dicembre alle ore 21 al teatro Camploy La Barcaccia porterà in scena Il Ventaglio l'ultimo capolavoro di Carlo Goldoni.

Il costo del biglietto è di 12 euro. Tutto il ricavato sarà devoluto per il progetto La mia casa, la tua casa che mette a disposizione 13 appartamenti a costi di affitto ridotti per giovani e famiglie che hanno difficoltà ad accedere al mercato immobiliare privato e per i minori delle nostre comunità educative.

Anche divertendoti a teatro puoi fare la differenza!

Il biglietti per lo spettacolo teatrale del 6/12 potranno essere acquistati in prevendita al costo di Euro 12,00:

  • direttamente presso la sede legale di Energie Sociali in via Bruto Poggiani n. 4 dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 12
  • versando l'importo attraverso bonifico bancario sul conto intestato ad Energie Sociali Cooperativa Sociale IBAN IT07A 08416 59790 000110137537 specificando nella causale: Cognome e nome - n. biglietti* (è consigliabile inviare per e-mail la contabile del bonifico all'indirizzo: segreteria@energiesociali.it)
  • chiamando lo 045/8204861 o mandando una mail a segreteria@energiesociali.it con la richiesta di prenotazione specificando il nominativo, la quantità di biglietti e un recapito telefonico**

*in questo modo potrete ritirare i biglietti riservati a vostro nome direttamente la sera dello spettacolo dalle ore 20 presso la biglietteria del Teatro
**in questo modo potrete ritirare i biglietti prenotati pagando direttamente la sera dello spettacolo presso la biglietteria del Teatro

Per motivi organizzativi la prevendita terminerà alle ore 12 del 6/12. Sarà comunque possibile, salvo disponibilità, acquistare i biglietti direttamente in Teatro a partire dalle ore 20.00.

Lo Spettacolo IL VENTAGLIO, note di regia

1764: Goldoni, ritiratosi in Francia per vivere colà una vecchiezza circondata di onori, si trova tuttavia in difficoltà nel rapportarsi con il mondo teatrale d'Oltralpe. La nostalgia di Venezia (che non vedrà mai più), e insieme l'impegno contrattuale a consegnare nuove opere all'impresario Vendramin, lo spinge allora a scrivere, riservandolo appositamente ai prediletti attori italiani, "Il ventaglio": regalando in tal modo al teatro l'ultimo dei suoi capolavori, il più ricco forse di spettacolarità per il movimento continuo e la coralità dell'azione. La scena è posta in un borgo come tanti, un luogo di fantasia ove si dispiega l'umanità più pittoresca e variegata: un luogo ove rancori, innamoramenti, invidie, pettegolezzi, impulsi, debolezze sembrano sonnecchiare nascosti. Per farli emergere e scoppiare, è sufficiente un pretesto banale quale il casuale e poi incessante andirivieni di un oggetto modesto: all'interno d'una trama lieve e leggera come tante vicende della vita di oggi come di ieri, è un semplice ventaglio ad innescare incontri e scontri, a intrecciare vicende e ambizioni in grado di svelare le eterne debolezze dell'animo umano.

Se la descrizione di ripicche e sentimenti magicamente oltrepassa ogni limite temporale, la commedia non rinuncia ad essere insieme specchio del suo tempo, consentendo all'Autore una nuova proposta della sua abituale satira contro la nobiltà decadente dell'epoca. All'interno del piccolo borgo, l'iniziale rispettoso sussiego, con cui il popolo istintivamente ancora guarda ai titolati del luogo, già lascia posto alla palese derisione d'una nobiltà ridicolmente saccente, o ridotta ormai a distinguersi solo per una fame arlecchinesca.

La peculiarità dell'opera che maggiormente sorprende oggi, in un'epoca in cui il teatro di prosa sembra ridursi sempre più a risparmiose messinscena o a esibizioni monologanti, risiede nella prodigiosa abilità tecnica di uno scrittore di teatro, capace di intrecciare contemporaneamente sulla scena sentimenti e vicende di tanti personaggi, costruendo una sorta di meccanismo a orologeria in grado palesemente di anticipare (proprio dalla Francia) le trame vorticose del successivo "vaudeville". Accanto all'acuto disegno dei tredici protagonisti, talvolta pur affidato anche a poche pennellate, la coinvolgente giocosità di personaggi e situazioni ci restituisce, oggi, la soave leggerezza di un teatro capace di essere, insieme, luogo di fantasia e specchio del mondo.

Lo spettacolo ha vinto il Premio "per il miglior gradimento del pubblico" al Festival "Maschera d'Oro" 2014.

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